....oggi continuiamo con un Motoviaggiatore di grandissima esperienza e altrettanta simpatia, Stefano Cunial che ci racconterà del suo viaggio tra Pakistan e Afganistan.
Ringrazio tutti coloro che con gentilezza e pazienza mi hanno ascoltato nel rispetto dei tempi che mi avevano concesso.
L'esperienza del viaggio che ho voluto raccontare, e quando dico "il viaggio", è inteso che in ognuno di essi percepisco un qualcosa di totalmente diverso, tanto da non poterli paragonare gli uni con gli altri.
Cosa esprimere in questo scritto...
Sono immerso in pensieri, immagini ed emozioni che scorrono nella mia mente con il desiderio di riuscire a raccontare filo per segno ogni momento vissuto in tutto quell'arco di tempo in cui ho viaggiato.
Posso sostenere di non aver mai sofferto di solitudine né provato un senso di nostalgia per i miei luoghi consueti e sicuri e tutto questo grazie alla toccante ospitalità ricevuta giorno dopo giorno per tutta la durata del mio viaggio in moto.
In ogni incontro che ho vissuto mi sono rapportato con il sorriso che veniva ricambiato in mondo spontaneo e dunque di cuore e questo traspariva dai loro volti, dalle strette di mano quando ciò era possibile o con quel loro saluto tradizionale portando la mano destra al petto in segno di attenzione e rispetto nei miei confronti.
Credo che ci fosse da parte loro anche una forte curiosità per il viaggiatore e chissà quanto altro!
Amo dire che mi sento davvero "a casa" nei luoghi in cui il nostro mondo occidentale rimane fuori perché non ha stravolto questa esistenza semplice in un contesto comunque molto duro.
In questa dimensione inizia ogni volta per me una realtà nuova, in cui poter toccare con mano la certezza che si può essere gentili e pieni di dignità anche quando la vita è piena di difficoltà ma non necessariamente vissuta con spirito di rassegnazione e vittimismo bensì con una caparbia volontà di vivere.
Andateci! Andate in Pakistan e scoprirete che dove il governo ritiene possa esserci una minima percentuale di pericolo per il viaggiatore, si viene scortati.
Credetemi... I miei 450 km da turista scortato sono stati un viaggio vissuto nel viaggio.
Quante cose potrei raccontare a tal proposito.
Andateci! Andate nelle Valli dell'etnia Kalash, un luogo talmente fuori dal mondo tanto da sembrare magico e dove la vita delle persone scorre in totale simbiosi con la natura.
Andateci! Andate in Afghanistan e scoprirete una gran parte del popolo che vive ferma in una epoca medievale che noi potremmo faticare ad immaginare.
Dovreste andarci anche perché i Talebani li ho trovati estremamente attenti nei miei confronti affinché il mio viaggio potesse essere sereno in un territorio aperto da poco tempo ad un turismo rispettoso dei valori di un popolo consapevolmente fiero.
A chi mi leggerà, chiedo di avere un approccio a questi luoghi mantenendo le distanze dagli stereotipi occidentali coltivati.
Aprendo il cuore possiamo sentire dentro di noi quel calore che ogni essere umano è in grado di donare. Ovunque andiamo.
Intendo concludere con una premessa importante: in ogni viaggio che si intraprende non deve mancare l'attenzione su ciò che ci circonda per salvaguardare la nostra incolumità ben sapendo che è anche necessaria una certa dose di sana incoscienza per vivere davvero il viaggio.
Altrimenti si rischia di non andare mai da nessuna parte!
A voi tutti un abbraccio...
Stefano Cunial
