RELATORI DELLA 6° EDIZIONE DEL MTS 2026

Foto, video o semplicemente 2 righe per un report degli incontri
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Marco Vaccher
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Iscritto il: sabato 30 marzo 2024, 11:02

RELATORI DELLA 6° EDIZIONE DEL MTS 2026

Messaggio da Marco Vaccher »

Buongiorno a tutti, a puntate racconteremo gli interventi di questo 6° Meeting MTS 2026 e cominciamo con loro:
Gianni e Sasà: anche se suona come un duo comico, siamo due amici viaggiatori che hanno deciso di raggiungere l'himalaya nepalese partendo dall'Italia in sella alle proprie moto.
Dopo aver festeggiato un freddo capodanno sull'altopiano anatolico ci siamo inoltrati a sud, passando per il kurdistan iraqueno, per entrare nell'incredibilmente accogliente Iran delle città imperiali e dei deserti infiniti. Abbiamo subìto la cattività pakistana rimanendo bloccati in caserma e dopo varie vicissitudini siamo entrati felicemente nella caleidoscopica India.
Per poi giungere, alla fine del nostro viaggio, sul tetto del mondo.
Ecco alcune foto e un breve video del loro meraviglioso viaggio!

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https://drive.google.com/file/d/1sP-Hzn ... p=drivesdk

Alla prossima puntata👍😉
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Ettore Hungrybiker
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Iscritto il: venerdì 7 luglio 2023, 21:40

Re: RELATORI DELLA 6° EDIZIONE DEL MTS 2026

Messaggio da Ettore Hungrybiker »

Grandi Gianni e Salvatore!! 💪💚
Marco Vaccher
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Iscritto il: sabato 30 marzo 2024, 11:02

Re: RELATORI DELLA 6° EDIZIONE DEL MTS 2026

Messaggio da Marco Vaccher »

Continuiamo a raccontarvi i relatori che ci hanno accompagnato in questa edizione e oggi lo facciamo con le nostre simpatiche Ilenia e Renata:

Cosa e MTS?
Sono Ilenia e Renata a raccontarlo con il loro gradito intervento!
A raccontare come, proprio grazie a MTS, si sono avvicinate alla moto: non come punto di partenza, ma come scoperta.
Una libertà inattesa, una fiducia che cresce strada dopo strada, la possibilità concreta di mettersi in gioco.

MTS per loro non è un semplice viaggio. È un modo di stare al mondo.

È uno spazio in cui si viene accolti davvero, senza filtri: dove desideri e paure trovano ascolto, senza giudizio, senza fretta, senza superficialità.

È partire non per riempire caselle o seguire tappe prestabilite, ma per interesse autentico.
È scegliere anche le strade laterali, quelle che sembrano portarci fuori rotta… e che invece ci avvicinano a ciò che non sapevamo di cercare: nei luoghi, negli altri, dentro di noi.

È anche flânerie: il gusto di camminare senza meta, lasciandosi guidare dall’istante. In quello spazio sospeso si attiva qualcosa di profondo — quella parte di noi che crea, rielabora, dà senso. Non è tempo perso: è il tempo in cui succedono le cose che contano.

MTS è questo: un viaggio lento, curioso, aperto alla sorpresa.
Non un’assenza di direzione, ma una presenza più piena.
Non meno vita, ma vita vissuta con tutti i sensi accesi.


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....qua proprio "sorellanza biker" la fa da padrone!

Al prossimo episodio👍😉
Marco Vaccher
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Iscritto il: sabato 30 marzo 2024, 11:02

Re: RELATORI DELLA 6° EDIZIONE DEL MTS 2026

Messaggio da Marco Vaccher »

.... Continuiamo e questa volta lo facciamo parlando di un intervento a richiesta, dove la Dott. Cristiana Di Nitto, esperta in ambito emergenziale e ambulatoriale, anch'essa motociclista ci ha parlato della nutrizione e della sua fondamentale importanza nei nostri raid, dandoci preziosi consigli sul cosa poter fare al meglio.
Buona lettura


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Sperando di aver fatto cosa gradita, a presto nuovi post.

P.S Troverete le slide anche nella sessione Libri, pubblicazioni e filosofia sul Motoviaggio sempre all' interno del forum.👍😉
Marco Vaccher
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Iscritto il: sabato 30 marzo 2024, 11:02

Re: RELATORI DELLA 6° EDIZIONE DEL MTS 2026

Messaggio da Marco Vaccher »

....oggi continuiamo con un Motoviaggiatore di grandissima esperienza e altrettanta simpatia, Stefano Cunial che ci racconterà del suo viaggio tra Pakistan e Afganistan.

Ringrazio tutti coloro che con gentilezza e pazienza mi hanno ascoltato nel rispetto dei tempi che mi avevano concesso.

L'esperienza del viaggio che ho voluto raccontare, e quando dico "il viaggio", è inteso che in ognuno di essi percepisco un qualcosa di totalmente diverso, tanto da non poterli paragonare gli uni con gli altri.

Cosa esprimere in questo scritto...

Sono immerso in pensieri, immagini ed emozioni che scorrono nella mia mente con il desiderio di riuscire a raccontare filo per segno ogni momento vissuto in tutto quell'arco di tempo in cui ho viaggiato.

Posso sostenere di non aver mai sofferto di solitudine né provato un senso di nostalgia per i miei luoghi consueti e sicuri e tutto questo grazie alla toccante ospitalità ricevuta giorno dopo giorno per tutta la durata del mio viaggio in moto.

In ogni incontro che ho vissuto mi sono rapportato con il sorriso che veniva ricambiato in mondo spontaneo e dunque di cuore e questo traspariva dai loro volti, dalle strette di mano quando ciò era possibile o con quel loro saluto tradizionale portando la mano destra al petto in segno di attenzione e rispetto nei miei confronti.

Credo che ci fosse da parte loro anche una forte curiosità per il viaggiatore e chissà quanto altro!

Amo dire che mi sento davvero "a casa" nei luoghi in cui il nostro mondo occidentale rimane fuori perché non ha stravolto questa esistenza semplice in un contesto comunque molto duro.

In questa dimensione inizia ogni volta per me una realtà nuova, in cui poter toccare con mano la certezza che si può essere gentili e pieni di dignità anche quando la vita è piena di difficoltà ma non necessariamente vissuta con spirito di rassegnazione e vittimismo bensì con una caparbia volontà di vivere.

Andateci! Andate in Pakistan e scoprirete che dove il governo ritiene possa esserci una minima percentuale di pericolo per il viaggiatore, si viene scortati.

Credetemi... I miei 450 km da turista scortato sono stati un viaggio vissuto nel viaggio.

Quante cose potrei raccontare a tal proposito.

Andateci! Andate nelle Valli dell'etnia Kalash, un luogo talmente fuori dal mondo tanto da sembrare magico e dove la vita delle persone scorre in totale simbiosi con la natura.

Andateci! Andate in Afghanistan e scoprirete una gran parte del popolo che vive ferma in una epoca medievale che noi potremmo faticare ad immaginare.

Dovreste andarci anche perché i Talebani li ho trovati estremamente attenti nei miei confronti affinché il mio viaggio potesse essere sereno in un territorio aperto da poco tempo ad un turismo rispettoso dei valori di un popolo consapevolmente fiero.

A chi mi leggerà, chiedo di avere un approccio a questi luoghi mantenendo le distanze dagli stereotipi occidentali coltivati.

Aprendo il cuore possiamo sentire dentro di noi quel calore che ogni essere umano è in grado di donare. Ovunque andiamo.

Intendo concludere con una premessa importante: in ogni viaggio che si intraprende non deve mancare l'attenzione su ciò che ci circonda per salvaguardare la nostra incolumità ben sapendo che è anche necessaria una certa dose di sana incoscienza per vivere davvero il viaggio.

Altrimenti si rischia di non andare mai da nessuna parte!


A voi tutti un abbraccio...


Stefano Cunial

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